Tassa di successione

Tassa di successione: cosa devi sapere


L’idea di perdere una persona cara è già abbastanza difficile da gestire, ma quando si aggiunge anche il pensiero della tassa di successione, la situazione può diventare ancora più stressante.

La tassa di successione è un argomento complesso che può suscitare molte domande e dubbi, ma non preoccuparti: siamo qui per aiutarti a capire tutto ciò che c’è da sapere!

In questo articolo scoprirai cos’è la tassa di successione, come viene calcolata e quando si applica, le esenzioni e le agevolazioni previste, i termini per pagare e come ridurre l’impatto della tassa sulla tua eredità. Preparati ad avere tutte le risposte alle tue domande!

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Che cos’è la tassa di successione e quando si applica?

La tassa di successione è un’imposta che si applica sull’eredità lasciata da una persona defunta ai suoi eredi. In altre parole, quando una persona muore e lascia dei beni (come immobili, conti correnti, azioni), questi beni passano ai suoi eredi, i quali dovranno pagare una tassa per poterli ricevere.

Ma non preoccuparti, la tassa di successione non si applica sempre: in Italia esiste una franchigia, ovvero un limite di valore dell’eredità al di sotto del quale non si paga la tassa.

Il limite varia a seconda del grado di parentela tra il defunto e l’erede: ad esempio, se l’erede è un figlio o il coniuge del defunto, la franchigia è di 1 milione di euro; se invece l’erede è un fratello o una sorella, la franchigia scende a 100.000 euro.

Oltre questo limite si applica una percentuale che varia dal 4% al 8% a seconda della quota di eredità che spetta ad ogni erede e della relazione di parentela.

Come calcolare la tassa di successione

Calcolare la tassa di successione può sembrare un po’ complicato, ma in realtà non lo è tanto.

Per fare i conti esistono diverse formule che tengono conto del valore dell’eredità, della quota spettante ad ogni erede e del rapporto di parentela tra il defunto e gli eredi.

In generale, si parte dal valore totale dell’eredità e si sottrae la franchigia prevista per ogni erede. Il risultato ottenuto viene poi moltiplicato per la percentuale prevista dalla legge.

Ad esempio, se un figlio riceve un’eredità di 2 milioni di euro da suo padre, dovrà sottrarre alla cifra il limite di franchigia di 1 milione di euro.

Il risultato ottenuto (ovvero 1 milione di euro) verrà poi moltiplicato per la percentuale del 4%, ottenendo così la tassa da pagare (che in questo caso sarebbe pari a 40.000 euro).

Se hai dubbi o vuoi avere maggiori informazioni sul calcolo della tassa di successione, puoi rivolgerti a un esperto.

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Le esenzioni e le agevolazioni previste per la tassa di successione

Esistono alcune esenzioni e agevolazioni previste per la tassa di successione che possono aiutarti a ridurre l’impatto fiscale dell’eredità.

Ad esempio, se l’eredità è costituita da una casa di abitazione principale, il coniuge superstite ed in figli non dovranno pagare la tassa di successione fino ad un valore massimo di 1 milione di euro.

Superato tale limite, l’imposta da pagare sarà pari al 4% del residuo.

Invece, nel caso dei collaterali, l’esenzione è di 100.000 euro, oltre il quali si paga il 6% di imposte.

Per tutti gli altri parenti, purtroppo, l’aliquota da pagare sarà l’8% dell’intero valore, non potendo usufruire di esenzione.

Ancora, bisogna tener sempre conto dell’esenzione in favore dei soggetti disabili, pari ad 1.500.000 euro.

Ad ogni modo, nel caso cadano in successione degli immobili, bisognerà sempre pagare le imposte di trascrizione.

Inoltre, le donazioni fatte in vita dal defunto devono essere sommate a quanto residua alla sua morte, effettuando la cosiddetta “collazione”.

Ottenuto il totale, vanno create le quote che spettano a ciascun erede, ricordando che le esenzioni si applicano a favore di ciascun beneficiario.

Infine, è il caso di ricordare che la tassa di successione si paga solo in caso di accettazione dell’eredità: in caso di rinuncia, invece, non diventando eredi, non bisognerà pagare alcunchè.

Tale circostanza va tenuta in considerazione soprattutto quando l’eredità cela un passivo debitorio magari superiore all’attivo.

In generale, le agevolazioni e le esenzioni variano di caso in caso e sono numerosi gli aspetti da calcolare e di cui tenere conto.

Per questo motivo, può essere utile rivolgersi ad un professionista delle successioni per avere maggiori informazioni sulle specifiche agevolazioni e sulle modalità per richiederle.

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Come pagare la tassa di successione e i termini da rispettare

Una volta calcolata la tassa di successione, bisogna procedere al pagamento entro i termini stabiliti dalla legge, ovvero un anno dalla data del decesso del defunto.

Passato tale termine, alla somma dovuta a titolo di tassa di successione si aggiungerà anche una sanzione che, in alcuni casi, può risultare molto salata.

È importante tenere presente che, però, passati 5 anni dalla morte del defunto, tale sanzione aggiuntiva non si applicherà più, rimanendo soggetti al pagamento della sola tassa di successione.

Aspettare troppo tempo, comunque, risulta non sempre essere la scelta migliore: infatti, l’Agenzia delle Entrate effettua continuamente controlli incrociati con l’anagrafe per verificare la dipartita delle persone e se è stata presentata la denuncia in tempo, procedendo, in mancanza, ad una successione forzata.

Per questo motivo, è sempre meglio rivolgersi a professionisti esperti in successioni per farsi consigliare sul da farsi.

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Come evitare o ridurre l’impatto della tassa di successione sulla tua eredità

Se vuoi evitare o ridurre l’impatto della tassa di successione sulla tua eredità, esistono alcune strategie che puoi adottare.

Ad esempio, puoi fare delle donazioni in vita ai tuoi eredi, in modo da diminuire il valore dell’eredità e di conseguenza la base imponibile della tassa di successione.

Puoi anche approfittare delle agevolazioni fiscali previste per le donazioni (ad esempio, i regali fatti ai figli o al coniuge non sono soggetti a tassazione fino ad un certo limite).

Inoltre, puoi pianificare la tua successione mediante strumenti come il testamento o la donazione con riserva di usufrutto: queste soluzioni ti permetteranno di trasferire i tuoi beni ai tuoi eredi ancora in vita, ma di ridurre il valore del bene stesso a livello fiscale.

Infine, ricorda che è sempre importante avere un’adeguata consulenza in tema di successioni per far ottenere ai tuoi cari la migliore eredità possibile.

Conclusioni

In conclusione, la tassa di successione è un argomento complesso che può generare molte preoccupazioni e dubbi.

Tuttavia, conoscere le regole e le agevolazioni previste dalla legge può aiutarti a ridurre l’impatto fiscale dell’eredità sui tuoi eredi.

Ricorda che esistono diverse strategie per evitare o ridurre la tassa di successione, come le donazioni in vita, il testamento o la pianificazione finanziaria.

L’importante è non farsi prendere dal panico: con un po’ di preparazione e attenzione, potrai gestire al meglio la tua successione e garantire ai tuoi cari una serena eredità.

Per questi motivi, se hai dubbi o vuoi avere maggiori informazioni sulle modalità per calcolare e pagare la tassa di successione, puoi rivolgerti ad un professionista del settore.

Avv. Eugenio Martusciello

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