Successione mista

Successione mista: cos’è e quando si applica

L’eredità è un momento cruciale nella vita di una persona e può comportare complessità legali. Tra le diverse tipologie di successione, la successione mista occupa un ruolo significativo nel panorama giuridico italiano.

In questo articolo, esploreremo cosa significa successione mista, come si differenzia dalle altre forme di successione e perché è importante per chiunque abbia beni da lasciare in eredità.

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La successione in Italia

Per capire la particolarità e la complessità della successione mista, occorre fare un passo indietro e parlare brevemente della successione in Italia.

La successione è quel fenomeno giuridico in base al quale, al momento della morte di una persona, altri soggetti vengono chiamati a succedergli.

Ciò vuol dire che, in sostanza, quando muore una persona, altri soggetti, se accettano, possono ereditare i beni del defunto (ed anche i debiti, purtroppo!).

La successione, inoltre, avviene in modo automatico: quando una persona passa a miglior vita, l’eredità viene automaticamente offerta a determinati soggetti, denominati chiamati all’eredità.

Le modalità di individuazione dei chiamati all’eredità, però, non sono automatiche ma dipendono dal tipo di successione, a seconda che sia testamentaria oppure legittima.

La successione testamentaria

La successione testamentaria è prevista dagli articoli 587 e seguenti del codice civile.

Tale successione ha lo scopo di tutelare in modo particolare l’autonomia privata del sogetto.

Infatti, chiunque, redigendo un testamento nelle forme previste dalla legge, potrà disporre dei propri beni come preferisce, istituendo eredi o legatari chi preferisce.

Nonostante ciò, la legge prevede un limite, la quota di legittima.

Tale previsione destina una quota del patrimonio del defunto, anche contro la sua volontà, ai legittimari, ovvero al coniuge, ai figli e, in mancanza di questi, ai genitori.

Tale previsione è così importante che la legge prevede anche una sanzione in caso di lesione di legittima: il legittimario leso potrà sempre impugnare il testamento per avere quanto gli spetta.

Infine, in alcuni casi il testatore, per essere sicuro che il suo testamento sia eseguito, nomina l’esecutore testamentario.

Si tratta, in pratica, di una persona di fiducia dello stesso che ha il compito di far arrivare l’eredità agli eredi ed ai legatari e compiere tutte le formalità richieste.

Ad ogni modo, la quota disponibile per il testatore e le quote di legittima non sono fisse ma variano in base al numero di legittimari in vita al momento dell’apertura della successione.

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La successione legittima

La successione legittima, invece, è prevista dagli articoli 565 e seguenti del codice civile.

Si tratta di un tipo di successione che si apre in assenza di un testamento o quando, a seguito di un giudizio, questo venga dichiarato falso o nullo.

Tale successione non prevede legatari ma solo eredi: questi vengono chiamati ad accettare in ordine fino al sesto grado di parentela, dopodichè, qualora tutti rinuncino, l’eredità viene devoluta allo Stato.

In questa specifica successione la legge, oltre a disciplinare l’ordine di chiamata all’eredità, dispone anche le quote ereditarie da assegnare a ciascuno, in base al grado di parentela.

Tali quote sono molto importanti , in quanto, a differenza della successione testamentaria, non essendoci testamento non c’è disponibile.

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Successione mista: quando avviene

Ma quindi, date le successioni testamentaria e legittima, quando si ha la successione mista?

Per rispondere subito alla domanda, si ha quando concorrono contemporaneamente sull’eredità entrambi i tipi di successione.

I motivi per cui ciò può avvenire sono vari ma il più frequente è quello in cui il testatore, nel redigere il testamento, non dispone di tutti i suoi beni, dimenticandone qualcuno.

Un’altra ipotesi frequente è che il testamento si sottoposto ad un’impugnazione giudiziale all’esito della quale solo una disposizione riguardante un bene sia dichiarata nulla, lasciando valido il resto del testamento.

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Successione mista: cosa accade

In tutti i casi in cui ci sia una successione mista, lo scenario successorio si complicherà notevolmente.

Infatti, l’unica cosa uguale alle altre successioni è come si acquista la qualifica di erede, ovvero tramite accettazione, e come si rinuncia.

Invece, per poter dirimere correttamente le questioni, bisognerà applicare le norme sulla successione testamentaria a tutti i beni indicati nel testamento;

viceversa, sarà necessario applicare gli articoli del codice sulla successione legittima a tutti i beni esclusi dallo stesso.

Questa risoluzione, che a prima vista può sembrare banale, porta con sè tantissimi problemi operativi.

Il maggiore di questi, senza dubbio, risulta essere individuare cosa fare nel caso in cui un chiamato all’eredità rinunci alla stessa.

Infatti, la successione testamentaria prevede, ad esempio, la possibilità per il de cuius di indicare nel testamento un sostituto.

Ancora, in alcuni casi, è possibile una forma di accrescimento della quota degli altri legittimari o della disponibile.

viceversa, nella successione legittima tutto ciò non è possibile ma, ad esempio, è prevista la concorrenza tra il coniuge ed i fratelli del defunto, cosa che, nella successione testamentaria, invece non avviene.

Per questo motivo, è di sicuro la scelta migliore affidarsi ad un avvocato esperto in successioni per valutare la situazione prima di intraprendere una causa, per evitare di iniziare giudizi costosi e potenzialmente non soddisfacenti.

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Successione mista: quanto costa

Stante tutto quanto sopra esposto, allora, la successione mista costa di più? Assolutamente no!

Infatti, è bene ricordare che la successione e la denuncia di successione sono due cose completamente diverse.

Infatti, la prima, come detto, è una vicenda giuridica che avviene automaticamente alla morte di una persona.

La dichiarazione di successione, invece, è solo un adempimento fiscale che i successori devono presentare per legge entro una anno dalla morte del defunto.

Tale dichiarazione, però, pur essendo obbligatoria, non valore giuridico, servendo soltanto a pagare le tasse.

A proposito di queste, veniamo al nodo centrale: nella successione mista la tassa di successione non cambia rispetto alle altre successioni.

Ciò è dovuto ad un motivo molto semplice e, cioè, che si calcola in base al patrimonio del defunto, mentre l’aliquota e l’esenzione è data dal rapporto di parentela con lo stesso.

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Conclusioni

Abbiamo visto in questo articolo l’importanza e la complessità della successione mista, soprattutto rispetto alle altre forme di successione.

Tale complessità richiede, a maggior ragione, competenza legale specifica. 

Per questo motivo, l’unico modo per ottenere correttamente ciò che spetta è quello di consultare un avvocato esperto in successioni.

Avv. Eugenio Martusciello

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