Successione internazionale extra UE

Successione internazionale extra UE

La successione internazionale extra UE rappresenta un territorio giuridico complesso, intriso di sfide uniche e intricate che richiedono una comprensione dettagliata delle leggi e delle convenzioni internazionali.

In un panorama in cui la globalizzazione ha reso comune la gestione di patrimoni distribuiti in diverse giurisdizioni, le questioni relative alla successione ereditaria al di fuori dei confini dell’Unione Europea richiedono un approccio altamente specialistico e una conoscenza approfondita delle leggi internazionali.

L’Italia, come membro dell’Unione Europea, si trova immersa in un contesto giuridico che, sebbene presenti alcune similarità con la legislazione comunitaria in materia di successione, differisce notevolmente dalle dinamiche e dalle sfide che caratterizzano la successione extra-UE.

Le leggi e le procedure che regolano la successione internazionale in territori al di là dei confini dell’UE si distinguono per una serie di elementi peculiari, creando un panorama legale complesso e diversificato che richiede un approccio altamente specialistico e su misura.

In questo contesto, analizzeremo attentamente le complessità della successione internazionale al di fuori dell’Unione Europea, mettendo in luce le differenze fondamentali con il contesto italiano e con le dinamiche della successione nell’UE.

Esamineremo le sfide legali specifiche che caratterizzano la gestione e la trasmissione del patrimonio extra-UE, esplorando le variazioni nelle leggi ereditarie, nei regolamenti di successione e nelle procedure giurisdizionali che differiscono notevolmente rispetto ai sistemi in vigore all’interno dell’UE e in Italia.

Attraverso un’analisi dettagliata delle differenze sostanziali e delle complessità pratiche, questo articolo si propone di fornire una guida informativa e approfondita per coloro che si trovano ad affrontare questioni di successione internazionale al di fuori dell’Unione Europea, offrendo un quadro esaustivo per comprendere le implicazioni legali e le differenze rilevanti rispetto sia alla legislazione italiana che a quella europea in materia di successione.

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Che cos’è la successione?

La successione, in termini legali, rappresenta il processo attraverso il quale i beni, le proprietà e i diritti di un individuo deceduto vengono trasmessi a eredi designati o, in mancanza di disposizioni testamentarie, secondo le normative ereditarie previste dalla giurisdizione in cui avviene la successione.

Questo processo coinvolge l’identificazione dei beneficiari legalmente idonei a ricevere gli asset ereditari, la valutazione dei beni dell’asse ereditario e l’applicazione delle leggi e delle regolamentazioni pertinenti per garantire un trasferimento conforme alla volontà del defunto o alle leggi in vigore.

La successione, pertanto, si svolge attraverso procedimenti giuridici formali che possono variare in base alla complessità del patrimonio, alla presenza di testamento, e alla normativa applicabile che può essere nazionale, internazionale o regolamentata da trattati e convenzioni specifiche tra paesi.

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Quando la successione diventa internazionale?

Ricorre una successione internazionale quando vi sono profili di internazionalità la momento della morte di una persona fisica.

I profili di internazionalità possono essere i seguenti:

  • il de cuius ha la cittadinanza estera, nonostante risiedesse in Italia prima della sua morte;
  • il de cuis ha la cittadinanza italiana, nonostante prima di morire risiedesse all’estero;
  • tutti o alcuni dei beni del defunto sono collocati in un paese diverso da quello di residenza.

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Quanti tipi di successione internazionale ci sono?

Una volta stabilito, grazie ai profili di internazionalità, che si tratta di una successione internazionale, occorre capire se è una successione intra UE o una successione internazionale extra UE.

Tale differenza ci permetterà di individuare la disciplina da seguire, dal momento che le due fattispecie sono regolate in modo diverso.

Successione internazionale intra UE: la disciplina

La successione internazionale è regolata in Italia dalla Legge n.218/1995, in particolare dagli articoli 46 e seguenti.

L’unione Europea, in proposito, ha varato il 5 luglio 2012 il Regolamento UE n. 650/2012, il quale, però, si applica a tutte le persone decedute dopo il 17 agosto 2015.

Inoltre, bisogna precisare che il Regolamento non si applica a Regno Unito, Irlanda e Danimarca e non concerne la materia fiscale, doganale e
amministrativa.

Nello specifico, tale Regolamento ha disciplinato:

  • la giurisdizione, ovvero la competenza del Giudice a decidere sulle questioni ereditarie, stabilendo che la competenza spetta ai Giudici del Paese ove il defunto aveva la residenza abituale, salvo diverso accordo degli eredi;
  • la legge applicabile alla successione, prevedendo che in si applichi la legge del Paese ove il defunto aveva la residenza abituale, salvo che applicando il Regolamento non si individui uno Stato diverso o che il defunto non abbia scelto uno Stato diverso nel testamento;
  • l’esecuzione nei paesi europei di una sentenza emessa in uno Stato europeo, disponendo che le decisioni prese in uno Sato membro sono riconosciute negli altri Stati membri e che, in questi ultimi, possono essere eseguite tramite una semplice procedura;
  • l’accettazione e l’esecuzione degli atti nei paesi europei, prevedendo anche in questo caso che tali atti si possano effettuare innanzi all’organo giurisdizionale dello Stato membro competente a regolare la successione;
  • il certificato successorio europeo, ovvero un documento che gli eredi possono richiedere ed utilizzare per far valere i propri diritti nei Paesi dell’Unione europea.

Successione internazionale extra UE: la legge applicabile

Successione internazionale extra Ue la legge applicabile

Come abbiamo visto, il Regolamento europeo non si applica a Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca; inoltre, lo stesso regolamento prevede all’articolo 20 che “La legge designata dal presente regolamento si applica anche ove non sia quella di uno Stato membro”.

Inoltre, l’articolo 34 dispone che “Quando il presente regolamento prescrive l’applicazione della legge di uno Stato terzo, esso si riferisce all’applicazione
delle norme giuridiche in vigore in tale Stato, comprese le norme di diritto internazionale privato, nella misura in cui tali norme rinviino:
a) alla legge di uno Stato membro; o b) alla legge di un altro Stato terzo che applicherebbe la propria legge.

In tutti questi casi, pertanto, oltre al Regolamento suddetto, bisognerà anche confrontarsi con la legge successoria di un Paese straniero dal momento che la stessa potrebbe non riconoscere rinvii al diritto diverso da quello nazionale.

Per capire meglio questa situazione, sarà meglio procedere con l’esempio della Gran Bretagna.

Successione internazionale extra UE: la Gran Bretagna

La disciplina inglese riguardo la successione è caratterizzata in tal modo:

– il testamento, per avere valore, deve essere sottoscritto alla presenza di due testimoni;

–   la delazione (ovvero l’offerta dell’eredità ai chiamati all’eredità) riguarda individualmente i singoli beni facenti parte dell’asse ereditario e non già l’intero asse ereditario;

–    i diritti successori non si trasmettono agli eredi in via automatica alla morte del de cuius; invece, è prevista una fase di amministrazione conferita ad un organo terzo (executor o administrator), che ha il compito di procedere alla ricognizione dell’attivo e del passivo, alla liquidazione dei beni, ove occorra, al pagamento dei debiti ed alla successiva attribuzione del residuo agli aventi titolo;

–     la legittima non è riconosciuta;

–   si tratta di un ordinamento che applica il criterio scissionista: prevede, cioè, l’assoggettamento della successione a discipline diverse in base alla natura ed alla situazione dei beni compresi nell’eredità; in particolare la successione relativa ai beni mobili è disciplinata dalla legge del domicilio del de cuius, mentre per gli immobili si applica la legge di situazione dei beni (lex rei sitae).

Conseguenze della disciplina della Gran Bretagna

A causa delle norme comunitarie e del sistema scissionista inglese, una successione transazionale di un cittadino europeo in Gran Bretagna comporta l’apertura di due (o più, se più sono gli Stati in cui esistono beni immobili del defunto) successioni e la formazione di due distinte masse, ognuna assoggettata a differenti regole di vocazione e di delazione, ovvero a diverse leggi deputate a verificare il titolo della chiamata, la validità e l’efficacia del titolo successorio, ad individuare gli eredi, a determinare l’entità delle quote e le modalità di accettazione e di pubblicità.

L’imposta di successione in Gran Bretagna

Un altro grande problema che si presenta nelle successioni internazionali extra UE riguarda il regime fiscale applicabile alle stesse, ovvero la tassa di successione.

A riguardo, non essendoci un’unica legge che disciplini la materia, potrebbe dover essere necessario applicare leggi di due Stati diversi, come ad esempio quello di cittadinanza del defunto e quello ove si trovano i beni ereditari, con il rischio concreto di una doppia imposizione.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, però, ciò non accade, dal momento che la stessa ha stipulato con l’Italia nel 1962 una convenzione che si applica alle successioni ma non alle donazioni, facendo sì che tale imposta si paghi una volta sola.

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Conclusioni

La gestione della successione internazionale al di fuori dell’Unione Europea rappresenta un intricato labirinto di sfide legali, procedurali e culturali.

Le differenze normative tra diverse giurisdizioni, le variazioni nelle leggi ereditarie e le sfide legate alla giurisdizione competente sono solo alcune delle complessità che possono emergere in questo contesto. La natura multi-giurisdizionale di tali successioni, con patrimoni sparsi in diverse nazioni, aggiunge ulteriori livelli di complessità e difficoltà.

È fondamentale comprendere che affrontare la successione internazionale extra-UE richiede una conoscenza specialistica e dettagliata delle leggi e delle procedure in gioco.

La consulenza di avvocati esperti in successioni internazionali è essenziale per navigare attraverso le implicazioni legali e procedurali di questo campo. Questi professionisti possiedono non solo una comprensione approfondita delle normative internazionali, ma anche l’esperienza pratica necessaria per affrontare le sfide specifiche associate alle successioni al di là dei confini dell’UE.

Rivolgersi a esperti legali specializzati in successioni internazionali offre una chiave fondamentale per garantire una corretta gestione del patrimonio internazionale e il rispetto delle volontà del defunto.

Questi professionisti non solo semplificano il processo, ma anche minimizzano i rischi di errori procedurali o di interpretazione delle leggi straniere. Inoltre, offrono un supporto prezioso per prevenire potenziali controversie e litigi tra i beneficiari ereditari.

In conclusione, la complessità della successione internazionale al di fuori dell’Unione Europea sottolinea l’importanza di affidarsi a professionisti legali esperti in successioni internazionali.

La consulenza di avvocati specializzati in questo campo è cruciale per affrontare le sfide legali e procedurali che accompagnano le successioni extra-UE, assicurando una gestione efficace, conforme alla legge e in linea con le volontà del defunto.

Avv. Eugenio Martusciello

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