Rinuncia all'eredità termini

Rinuncia all’eredità termini

Rinuncia all’eredità: i termini quali sono? Posso revocare la rinuncia? Quanti tipi di rinuncia esistono? Come presentare la rinuncia all’eredità?

In questo articolo risponderemo a queste e ad altre domande in tema di rinuncia all’eredità.

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La rinuncia all’eredità: cos’è?

La rinuncia consente al chiamato all’eredità di non succedere nei rapporti attivi e passivi del defunto.

La massa ereditaria, si ricorda, è l’insieme di tutti i beni e i debiti facenti capo al persona deceduta.

Questo comporta che una volta diventati eredi semplici, non solo la persona erediterà i beni, ma anche i debiti del defunto.

Per tale motivo, l’ordinamento prevede dei termini ben precisi entro i quali il chiamato all’eredità deve decidere se succedere o meno nelle posizioni giuridiche del de cuius.

Infatti, attraverso al rinuncia all’eredità, il chiamato non subentrerà nell’asse ereditario e non dovrà rispondere dei debiti che aveva la persona deceduta.

Al contrario, nel caso in cui accetti l’eredità semplicemente, egli dovrà rispondere dei debiti non soltanto con il patrimonio ereditato, a anche con quello personale.

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Chi può presentare la rinuncia all’eredità

La rinuncia può essere presentata da tutti i chiamati all’eredità capaci di intendere e volere.

I chiamati all’eredità sono le persone che possono succedere ad una persona, ma non hanno ancora accettato l’eredità.

Una volta accettata, essi da chiamati diventano eredi, semplici o con beneficio d’inventario.

Facciamo un esempio.

Caio muore lasciando a se il figlio Caietto. Caietto è un chiamato all’eredità.

Se Caietto rinuncia l’eredità, allora saranno chiamati all’eredità gli ascendenti di Caio e così via fino al sesto grado di parentela. Questo meccanismo fa si che la rinuncia deve essere presentata secondo l’ordine di chiamata all’eredità.

Rinuncia all’eredità minori e interdetti

Rinuncia all'eredità minori e interdetti

Il legislatore ha previsto una procedura parzialmente diversa nel caso in cui la rinuncia deve essere presentata da un minore o da una persona incapace di intendere e volere.

In questo caso la rinuncia all’eredità deve essere autorizzata dal Giudice tutelare che dovrà valutare l’opportunità per i soggetto.

La presentazione della relativa istanza, depositata presso il Tribunale competente, dovrà essere presentata dal genitore ovvero dal tutore.

Il giudice tutelare, una volta letta l’istanza, potrà, a seconda dei casi, autorizzare o negare la presentazione alla rinuncia all’eredità.

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Termini per la rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità può essere presentata entro 10 anni dalla morte del de cuius, ovvero 3 mesi se il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni.

Tale termine è stato dedotto dall’articolo 480 del codice civile che prevede il termine di dieci anni per poter accettare l’eredità.

Nel caso in cui il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni ereditari, il termine per rinunciare è ridotto a tre mesi.

Ai sensi dell’articolo 485 del codice civile, il chiamato all’eredità, nel possesso dei beni ereditari, deve fare l’inventario entro tre mesi dall’apertura della successione.

Se entro tale termine non ha ancora finito l’inventario, il chiamato può chiedere al Tribunale competente una proroga del termine.

Trascorso tale ulteriore termine senza aver redatto l’inventario, allora tale soggetto sarà considerato erede puro e semplice.

Quindi, ricapitolando, sono due i termini previsti dall’Ordinamento per la presentazione della rinuncia:

  • 10 anni, se il chiamato all’eredità non è nel possesso dei beni ereditari,
  • 3 mesi, prorogabili di altri 3 mesi, se il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni.

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Come presentare la rinuncia all’eredità

Secondo l’articolo 519 del codice civile, la rinuncia all’eredità è una dichiarazione proveniente dal chiamato all’eredità.

La rinuncia è un atto personale e, pertanto, non può essere presentata per delega.

Tale dichiarazione può essere presentata ad un Notaio o a un cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.

La successione si apre nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

Tale dichiarazione sarà poi annotata nel registro delle successioni.

I documenti richiesti sono i seguenti:

  • Certificato di morte o estratto di morte del de cuius;
  • Copia del documento di riconoscimento e codice fiscale del de cuius;
  • Copia del documento di riconoscimento e codice fiscale del rinunciante;
  • Certificato storico di residenza del de cuius;
  • Copia del testamento, se esiste;
  • Se il rinunciante è un minore o un interdetto, occorre il provvedimento di autorizzazione del Giudice tutelare.

Costi della rinuncia all’eredità

I costi per la presentazione della rinuncia variano a seconda se si decide di farsi assistere o meno da un professionista.

Detto questo, lo Stato prevede dei costi fissi che servono per la registrazione della dichiarazione nel relativo registro.

I costi sono i seguenti:

  • Marca da bollo di € 16,00;
  • Marca da bollo di € 11,54;
  • Versamento di € 200,00 effettuato con modello F23.

Per ottenere una copia della rinuncia, andranno presentate all’atto di ritiro altre due marche da bollo di € 16,00 e €11,54.

L’impugnazione della rinuncia

La rinuncia all’eredità può essere impugnata dal rinunciante, dai suoi eredi e dal creditore del defunto.

Ai sensi dell’articolo 526 del c.c. il rinunciante e i suoi eredi possono impugnare la rinuncia se è stata frutto di dolo e violenza.

In tal caso, è possibile chiedere l’annullamento entro 5 anni dalla cessazione della violenza o dolo.

I creditori del defunto, invece, possono impugnare la rinuncia se è pregiudicante dei propri diritti creditori.

Secondo l’articolo 524 del codice civile, i creditori devono chiedere l’autorizzazione al Tribunale ed accettare l’eredità in luogo del rinunziante.

Tale azione si prescrive nel termine di 5 anni dalla presentazione della rinuncia.

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Conclusioni

Come si è visto, il Legislatore ha previsto un termine lungo e uno breve per la presentazione della rinuncia all’eredità.

Tuttavia, capita spesso che si compiano delle azioni che comportano la decorrenza del termine breve di tre mesi.

La decorrenza del termine breve, senza il compimento di talune azioni, fa si che il chiamato diventi erede semplice, con tutte le relative conseguenze.

Per questo motivo, prima di compiere azioni con i beni ereditari, è importante rivolgersi ad un professionista esperto in successioni;

tale esperto potrà consigliarvi che tipo di attività compiere o meno, al fine di evitare preclusioni e decadenze lesive del vostro patrimonio economico.

Avv. Lucia Esposito

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