Rinuncia all'eredità costi

Rinuncia all’eredità costi e benefici

La rinuncia all’eredità ha dei costi? E se si, quali sono?

In questo articolo approfondiamo l’argomento per rispondere a queste ed altre domande.

Vuoi effettuare una rinuncia all’eredità?

In proposito, leggi anche l’eredità, tassazione eredità: come si calcola e debiti ereditari: cosa sono e come non pagarli.

Rinuncia all’eredità: che cos’è

La rinuncia all’eredità è un atto formale con cui un chiamato all’eredità volontariamente rinuncia ai propri diritti sulla stessa.

Ciò comporta degli effetti ben precisi: in particolare, significa che l’erede rinunciante non avrà alcun diritto sui beni ereditari e non sarà tenuto a pagare eventuali debiti ereditari.

Inoltre, grazie alla rinuncia all’eredità, il rinunciante non sarà tenuto nemmeno a pagare l’imposta di successione.

Infatti, una rinuncia fatta secondo legge sarà opponibile ad eventuali richieste da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Leggi in proposito anche i debiti ereditari, la cartella esattoriale intestata al defunto e la tassazione dell’eredità.

Rinuncia all’eredità: i termini

La legge italiana e, più precisamente, l’articolo 480 del codice civile, prevede che il diritto ad accettare o a rinunciare all’eredità debba essere esercitato entro 10 anni dalla morte del de cuius.

Questo termine lungo è molto importante, perchè permette al chiamato all’eredità di valutare bene cosa fare.

Infatti, in un momento delicato come quello della morte del defunto, è possibile commettere degli errori dovuti allo stato emotivo del momento.

Il problema, però, è che questi errori molto spesso sono irrimediabili.

Non bisogna, quindi, precipitarsi ad accettare l’eredità; allo stesso modo, però, non bisogna fare troppo affidamento nel termine decennale.

Infatti, durante il periodo che va dall’apertura della successione fino al momento della rinuncia all’eredità, bisogna porre estrema attenzione nei confronti degli atti che si compiono.

Ne può bastare anche uno soltanto per compromettere irrimediabilmente la propria posizione.

Ad esempio, vendere un bene ereditario, o anche soltanto rottamare l’automobile del proprio parente defunto, costituisce accettazione tacita dell’eredità.

Quindi, una semplice rottamazione, magari compiuta per necessità, vanificherebbe qualunque rinuncia effettuata precedentemente o anche successivamente.

La conseguenza di tutto ciò sarebbe, ovviamente, il dover rispondere dei debiti ereditari.

C’è da ricordare, infine, che la rinuncia all’eredità, una volta effettuata, può essere revocata, fino a che il chiamato successivo non accetti.

Leggi in proposito anche la successione testamentaria, la successione legittima e la successione ereditaria.

Vuoi rinunciare all’eredità e non pagare i debiti?

Rinuncia all’eredità: i documenti necessari

Purtroppo, per poter procedere alla rinuncia dell’eredità, non basta effettuare tale dichiarazione:

sono, invece, necessari alcuni documenti:

  • Il certificato di morte in originale del defunto;
  • La carta d’identità ed il codice fiscale del rinunciante;
  • La copia del versamento dell’imposta effettuato il giorno della rinuncia.

Tali documenti servono per legare indissolubilmente la rinuncia all’eredità.

Infatti, in mancanza dei documenti, potrebbe essere compiuto un errore, magari a causa di un’omonimia, rendendo inefficace tale atto.

Inoltre, la rinuncia deve essere effettuata per iscritto e personalmente: ovvero, non si può rinunciare per conto di altri in nessun caso.

Rinuncia all’eredità: i costi

Partiamo dal presupposto che è possibile rinunciare all’eredità in due modi:

  • nella cancelleria del Tribunale del luogo ove si è aperta la successione;
  • presso un notaio.

Per quanto riguarda la rinuncia presso la cancelleria, si va incontro ai seguenti costi:

  • Una marca da bollo da 16,00 euro da apporre sul verbale in originale.
  • Un versamento di 200,00 euro in favore dello Stato, da farsi a mezzo F24 il giorno della rinuncia.

Per ottenere una copia, invece, vi sono ulteriori costi:

  • Per una copia non urgente, una marca da bollo da 11,80 euro ed una da 16,00 euro;
  • Per una copia urgente, una marca da bollo da 35,40 euro ed una da 16,00 euro.

Il pagamento di queste tasse è necessario per far si che il verbale contenente la rinuncia sia trascritto nel registro delle successioni;

In tal modo, la rinuncia sarà opponibile a tutti, in particolare ad eventuali creditori che decidessero di farsi vivi!

Invece, nel caso si scelga un notaio, a questi costi occorre aggiungere, ovviamente, anche gli onorari dello stesso, che mediamente si aggirano intorno agli 800,00 euro.

Conclusioni

Abbiamo visto, quindi, che la rinuncia all’eredità non è un atto a costo zero.

Per questo motivo, appare preferibile rivolgersi ad avvocati esperti in successioni quando si valuta l’idea di rinunciare all’eredità.

Infatti, la loro esperienza permetterà innanzitutto di prospettare alla persona la scelta migliore, che potrebbe anche non essere la rinuncia all’eredità.

Invece, qualora non vi sia altro da fare, assisterà il rinunciante in tutti gli adempimenti, in modo che questi possa essere sicuro di effettuare tutto correttamente.

Ciò farà sì che i soldi spesi per la rinuncia all’eredità siano soldi spesi bene.

Vuoi valutare se rinunciare all’eredità?

Avv. Eugenio Martusciello