Polizze vita successioni

Polizze vita e successioni: due mondi separati

Nell’ambito del diritto italiano, il rapporto tra polizze vita e successioni ereditarie rappresentano un elemento di fondamentale importanza, le cui implicazioni giuridiche spesso suscitano interrogativi e dubbi.

Come avvocato esperto in diritto successorio, ho avuto l’opportunità di assistere numerosi clienti nella gestione delle loro eredità, e posso attestare che il rapporto tra le polizze vita e le successioni ereditarie costituisce una delle sfide più rilevanti che gli eredi devono affrontare.

In questo articolo, ci concentreremo sull’analisi dettagliata delle implicazioni giuridiche e pratiche connesse alla presenza di polizze vita all’interno di una successione ereditaria.

Esploreremo le disposizioni normative pertinenti, le decisioni giurisprudenziali significative e le strategie pratiche che possono essere adottate per massimizzare i benefici derivanti dalle polizze vita e mitigare i potenziali rischi e complicazioni che potrebbero sorgere durante il processo di successione.

Attraverso una prospettiva pratica e orientata alla soluzione, questo articolo si propone di fornire ai lettori una guida esaustiva per comprendere e affrontare con successo le complesse dinamiche giuridiche che caratterizzano il rapporto tra polizze vita e successioni ereditarie nell’ordinamento italiano.

Dall’identificazione delle sfide iniziali alla pianificazione strategica e all’attuazione delle soluzioni pratiche, cercheremo di offrire un quadro completo e informativo per aiutare i nostri lettori a navigare con sicurezza attraverso questa intricata area del diritto successorio.

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Cosa sono le polizze vita?

Le polizze vita rappresentano strumenti finanziari complessi che offrono una copertura assicurativa in caso di decesso dell’assicurato o, talvolta, al raggiungimento di una determinata età prestabilita.

Attraverso queste polizze, l’assicuratore si impegna a versare un importo concordato, noto come indennità o capitale assicurato, ai beneficiari designati dall’assicurato al momento della stipula del contratto.

Oltre alla componente di protezione assicurativa, le polizze vita possono presentare varie opzioni aggiuntive, quali la possibilità di accumulare un valore in conto capitale, il prelievo anticipato di fondi in determinate circostanze e vantaggi fiscali.

Queste polizze sono ampiamente utilizzate per fini di pianificazione finanziaria, protezione dei familiari e trasmissione del patrimonio, offrendo una sicurezza economica agli eredi dell’assicurato dopo la sua scomparsa.

Tuttavia, data la loro complessità e varietà di opzioni disponibili, è fondamentale comprendere appieno i dettagli di una polizza vita prima di procedere con la stipula del contratto.

Cosa sono le successioni?

Le successioni ereditarie sono procedure legali che regolano la distribuzione del patrimonio di un individuo deceduto tra i suoi eredi o beneficiari designati.

Questo processo si attiva automaticamente al momento del decesso e coinvolge l’inventario, la valutazione e la distribuzione dei beni, nonché la gestione dei debiti e delle passività del defunto.

Le successioni ereditarie possono essere regolate da disposizioni testamentarie, se presenti, oppure dalla legge, nel caso in cui il defunto non abbia redatto un testamento valido.

La complessità di questo procedimento varia in base alla natura e alla dimensione del patrimonio ereditato, così come alle leggi ereditarie vigenti nel paese o nella giurisdizione di residenza del defunto.

È importante coinvolgere un avvocato specializzato in diritto successorio per guidare il processo di successione, garantendo il rispetto delle normative e delle volontà del defunto, nonché la protezione degli interessi degli eredi durante l’intero procedimento.

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Le polizze vita entrano nelle successioni?

La risposta che uno sarebbe portato a dare, in un primo momento, è si: infatti, quale che sia la successione, prima di dividere il patrimonio tra gli eredi, occorre calcolare l’asse ereditario.

Per fare questo, oltretutto, bisogna sommare i valori di tutti i beni del defunto, immobili e mobili, quali ad esempio gioielli, denaro ecc.

Per questo motivo, la logica vorrebbe che uno indicasse nella ricostruzione dell’asse ereditario anche le somme derivanti dalle polizze vita; ma così non è!

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Polizze vita e successioni secondo la Cassazione

La Suprema Corte, nella sentenza numero 26606 del 2016, ha chiarito tale problema una volta e per tutte, statuendo che le polizze vita e le successioni sono separate.

Infatti, ha statuito che “nel contratto di assicurazione per il caso di morte, il beneficiario designato acquista, ai sensi dell’art. 1920, comma 3, c. c., un diritto proprio che trova la sua fonte nel contratto e che non entra a far parte del patrimonio ereditario del soggetto stipulante e non può, quindi, essere oggetto delle sue disposizioni testamentarie né di devoluzione agli eredi secondo le regole della successione legittima …“.

Polizze vita e legittimari

Tale determinazione della Cassazione ha avuto conseguenze molto importanti.

Prima fra tutti, l’inquadramento di tale contratto a fini successori, soprattutto per valutare se vi possa essere stato qualche legittimario leso nella sua quota di legittima.

A tal proposito, occorre fare riferimento alla sentenza n. 6531/2016 della Corte di Cassazione, che si è espressa in tal senso: “Deve escludersi che il contratto di assicurazione sulla vita in favore dell´erede legittimo o testamentario possa qualificarsi quale donazione indiretta del contraente in favore dei terzi designati. Ed infatti la corresponsione dell´indennità in favore del beneficiario, pur se derivante dal contratto stipulato dal contraente assicurato a favore del terzo designato, non determina un corrispondente depauperamento del patrimonio del contraente assicurato e, pertanto, non può ritenersi costituire oggetto di un atto di liberalità ai sensi dell´art. 809 c.c. assoggettabile alle norme sulla riduzione delle donazioni per integrare la quota dovuta ai legittimari. Il solo depauperamento che si verifica nel patrimonio del contraente assicurato è costituito dal versamento dei premi assicurativi da lui eseguito in vita e, pertanto, solo le somme versate a tale titolo possono considerarsi oggetto di liberalità indiretta a favore del terzo designato come beneficiario, con conseguente assoggettabilità all´azione di riduzione proposta dagli eredi legittimi”.

Pertanto, in caso di lesione di legittima, solo i premi versati dal de cuius andranno restituiti e non l’intero capitale ricevuto dal beneficiario, a tutto vantaggio di quest’ultimo.

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Polizze vita e denuncia di successione

La seconda conseguenza, forse di minore immediatezza, riguarda l’imposta successoria.

Infatti, entro un anno dalla morte del defunto, è obbligatorio per legge presentare la dichiarazione di successione, nella quale vanno indicati tutti i beni del defunto, ai fini di applicare la relativa aliquota e pagare la tassa di successione.

Tra i beni da indicare, però, le polizze vita non rientrano.

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Quando le polizze vita e le successioni si incontrano?

Abbiamo appena detto e dimostrato che polizze vita e successioni sono due mondi separati.

Quindi, perchè poniamo ancora questa domanda?

Ebbene, il motivo è semplice e dipende dal fatto che vi sono un paio si ipotesi in cui le polizze vita cadono nelle successioni.

Si tratta, innanzitutto, del caso in cui il beneficiario della polizza vita sia morto prima del contraente.

In questo caso, quindi, saranno gli eredi del beneficiario a subentrare nel diritto a ricevere il corrispettivo della polizza (a patto che accettino l’eredità) e non gli eredi del contraente.

Inoltre, può essere anche che siano indicati come beneficiari della polizza vita gli eredi.

Ciò comporta l’acquisto di un diritto proprio nei confronti dell’assicurazione da parte di coloro che, al momento della morte del contraente, rivestono tale qualità; inoltre, la ripartizione dell’indennizzo tra aventi diritto non deve essere effettuata secondo le regole successorie bensì a ognuno dei creditori spetta una quota uguale dell’indennizzo.

Appare necessario, quindi, prestare molta attenzione a non confondere le successioni tra loro.

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Conclusioni

In chiusura, l’intersezione tra le polizze vita e le successioni ereditarie nell’ordinamento italiano si presenta come un’area di studio cruciale per coloro che desiderano pianificare in modo oculato la trasmissione del proprio patrimonio.

Attraverso l’analisi di questo intricato rapporto, abbiamo delineato le sfide e le opportunità che sorgono durante il processo di successione, evidenziando l’importanza di una pianificazione successoria accurata e mirata.

È emerso chiaramente che le polizze vita possono avere un impatto significativo sulla gestione del patrimonio ereditario, influenzando la distribuzione dei beni e sollevando questioni complesse in merito alla loro inclusione nella massa ereditaria e alla determinazione dei beneficiari.

Tuttavia, è importante sottolineare che un’attenta pianificazione successoria, supportata da consulenza legale esperta, può contribuire a mitigare i rischi e adottare strategie ottimali per proteggere il patrimonio e gli interessi degli eredi.

In conclusione, affrontare con consapevolezza e preparazione il legame tra polizze vita e successioni ereditarie è essenziale per garantire una gestione trasparente e efficiente del patrimonio familiare.

Consultare un avvocato esperto in diritto successorio può fornire una guida preziosa per individuare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze e obiettivi, assicurando una successione ereditaria conforme alla volontà del defunto e alle disposizioni normative vigenti.

Con la giusta assistenza legale, è possibile affrontare con fiducia le sfide e le complessità di questo delicato processo, garantendo una gestione efficace e responsabile del proprio patrimonio per le generazioni future.

Avv. Eugenio Martusciello

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