legittimari

I legittimari: chi sono e cosa gli spetta

Nella complessa e delicata sfera del diritto successorio, uno degli aspetti più rilevanti e spesso oggetto di discussione sono i diritti spettanti ai legittimari.

Questi soggetti, definiti dalla legge come aventi diritto a una quota minima dell’eredità, rappresentano una pietra miliare nella protezione e nell’equità della successione ereditaria.

In questo articolo, parleremo dei legittimari e di come la legge italiana regola la loro eredità.

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Chi sono i legittimari?

I legittimari sono coloro che hanno sempre diritto ad una quota dell’eredità.

Ciò significa che, anche se il testatore non li ha contemplati tra gli eredi o ha lasciato loro meno del dovuto essi hanno comunque diritto ad una quota ereditaria. 

Ma chi sono i legittimari?

La legge definisce legittimari:

  • il coniuge (o il partner di un’unione civile);
  • i figli (anche adottivi o nati fuori dal matrimonio);
  • i genitori (se non ci sono figli).

Solo questi soggetti hanno diritto ad una riserva di eredità; pertanto sono esclusi i fratelli e gli altri parenti chiamati nella successione legittima.

Vuoi saperne di più? Leggi anche Asse ereditario: Fondamenti e Considerazioni

La quota di legittima

Individuati di soggetti che hanno diritto a tale riserva, cerchiamo di comprendere che cosa è la quota di legittima.

La quota di legittima è la parte dell’eredità riservata ai legittimari.

Tale quota non è fissa, ma varia a seconda del numero di legittimari e della loro parentela con il defunto. 

Quanto alla determinazione di tale quota, la legge inizia a stabilirla partendo dai figli.

Infatti, a norma dell’art. 537 del codice civile, ai discendenti spetta:

  • metà del patrimonio se il testatore lascia un figlio solo
  • due terzi se lascia più figli (in questo caso la quota andrà divisa in parti uguali tra loro).

Successivamente, il legislatore si è preoccupato degli ascendenti, i quali, però, succedono solo in assenza di figli.

In tal caso, l’art. 548 del codice civile, prevede che agli stessi spetti un terzo dell’eredità.

Continuando a scorrere il codice, arriviamo al coniuge, disciplinato all’art. 540.

Tale figura ha una grande importanza tra i legittimari, dal momento che gli sono attribuiti vari diritti.

Infatti, a norma dell’articolo, al coniuge spetta metà del patrimonio del defunto, qualora rimanga quale unico legittimario superstite.

In ogni caso, però, ha sempre diritto al diritto di abitazione della casa familiare e di uso dei mobili ivi presenti.

Il concorso tra legittimari

Finora abbiamo visto quanto spetta ad ogni legittimario qualora si ritrovi quale unico superstite; ma che succede in caso di concorso tra loro?

Tale ipotesi non per nulla rara ma, anzi, abbastanza frequente, è stata oggetto di esplicita disciplina da parte del Legislatore.

Dal momento che la presenza di figli esclude la successione degli ascendenti, vi sono solo due possibilità, ovvero il concorso del coniuge con i figli o con gli ascendenti.

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Il concorso di coniuge e figli

L’articolo 542 del codice civile distingue a seconda che vi sia concorrenza del coniuge con uno o più figli.

Nel primo caso, un terzo è riservato al figlio ed un terzo al coniuge; nel secondo caso, metà è riservato ai figli (da dividere equamente tra loro) mentre un quarto è riservato al coniuge.

Il concorso di coniuge ed ascendenti

L’articolo 544 del codice civile, infine, si preoccupa della fattispecie più rara, ma non troppo, della concorrenza del coniuge superstite con uno o più ascendenti del de cuius.

A norma di legge, un quarto è riservato agli ascendenti mentre metà è di spettanza del coniuge superstite.

Qualora vi siano più ascendenti, la quota loro spettante sarà ripartita tra linea materna e linea paterna. Nel caso in cui, però, gli ascendenti non siano di pari grado, l’intera quota è destinata all’ascendente più prossimo, senza distinzione di linea.

I legittimari pretermessi

Il legittimario pretermesso è colui che non è stato contemplato tra gli eredi dal testatore.

Questo significa che il de cuius ha redatto testamento escludendolo completamente.

In questo caso, la legge italiana prevede che il legittimario pretermesso abbia lo stesso diritto alla sua quota di legittima.

Per poter conseguire la quota di legittima, però, il legittimario pretermesso dovrà esperire un’azione giudiziaria denominata azione di riduzione.

L’azione di riduzione consente al legittimario pretermesso di ridurre le disposizioni testamentarie lesive, consentendogli di conseguire la sua quota di eredità.

Ne vuoi sapere d più? leggi anche l’articolo su Successione ereditarie: quante sono?

I legittimari lesi

Il legittimario leso è, invece, colui che ha ricevuto meno di quanto gli spettava in eredità.

In questo caso, il legittimario leso ha diritto a una quota di legittima pari alla differenza tra la quota di legittima e quanto ha ricevuto.

Per fare ciò, però, è necessario che esperisca l’azione di riduzione che, come detto poc’anzi, consente la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive. 

Ai sensi degli articoli 554 e 555 del codice civile, il legittimario leso può ottenere la riduzione sia delle disposizioni testamentarie che di quelle donative.

Come abbiamo già approfondito in un diverso articolo, l’azione di riduzione soggiace ad una serie di condizioni:

in primo luogo, il legittimario deve aver accettato con beneficio d’inventario.

Tale condizione però non è richiesta se l’azione è esperita nei soli confronti di altri chiamati all’eredità, ovvero se il legittimario è stato pretermesso.

In secondo luogo, la legge richiede al legittimario di imputare alla sua quota i legati e le donazioni avute dal de cuius.

Infine, è onere del legittimario che si ritenga leso dimostrare di aver avuto meno rispetto alla quota di legittima; in caso contrario la sua domanda non potrà essere accolta.

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Conclusione

Come abbiamo visto in questo articolo, il diritto di legittima non è un diritto qualitativo, ovvero il diritto ad avere determinati beni del defunto, ma un diritto, che potremo definire di valore.

Questo significa che, prima di intraprendere una costosa azione giudiziaria, sarà necessario calcolare con esattezza l’ammontare della lesione, al fine di evitare di perdere soldi e tempo in lunghi procedimenti giudiziari.

A tal fine, è sempre consigliabile rivolgersi a persone altamente qualificate, come gli avvocati esperti in successione, che potranno analizzare con attenzione la vicenda e consigliare al legittimario la miglior strategia da seguire per la tutela dei suoi diritti ereditari.

Avv. Eugenio Martusciello

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