Eredità giacente

Eredità giacente: cos’è e cosa comporta

Nel vasto panorama del diritto successorio italiano, l’istituto dell’eredità giacente riveste un ruolo di rilievo, portando con sé una serie di implicazioni giuridiche di fondamentale importanza.

L’eredità giacente sorge in situazioni in cui il patrimonio di un defunto non trova immediato beneficiario a causa dell’assenza di eredi noti o di una procedura di accettazione dell’eredità non ancora completata.

Tale situazione, sebbene temporanea, solleva una serie di questioni complesse che richiedono un’analisi approfondita delle normative vigenti e delle procedure da seguire per garantire una corretta gestione dei beni ereditari.

Nel presente articolo, esamineremo in dettaglio l’eredità giacente nel contesto del diritto successorio italiano, delineando le sue caratteristiche fondamentali, le implicazioni giuridiche per le parti coinvolte e le procedure da adottare per affrontare efficacemente questa situazione.

Attraverso un’analisi esaustiva delle normative e della giurisprudenza pertinenti, miriamo a fornire una guida chiara e completa per coloro che si trovano ad affrontare questioni legate all’eredità giacente, sia dal punto di vista dei professionisti del settore legale che dei cittadini interessati.

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Eredità giacente: che vuol dire

L’eredità giacente costituisce una fase peculiare nel contesto del diritto successorio italiano, caratterizzata dalla mancanza di un erede o dalla sospensione dell’accettazione dell’eredità.

In pratica, ciò significa che il patrimonio lasciato da un defunto rimane senza un beneficiario designato o che nessun erede si è ancora presentato per accettare formalmente l’eredità.

Questa situazione può derivare da varie circostanze, come la mancanza di un testamento valido, la mancanza di eredi noti o identificabili, o controversie legali in corso che impediscono l’accettazione dell’eredità.

Durante il periodo di eredità giacente, il patrimonio del defunto è soggetto a una sorta di “limbo legale”, in attesa che vengano risolti i problemi che impediscono la sua corretta distribuzione.

La gestione dell’eredità giacente richiede una comprensione approfondita delle leggi e delle procedure successorie, oltre a una pianificazione oculata al fine di proteggere e preservare il patrimonio ereditato in attesa della sua destinazione finale.

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Eredità giacente: da cosa dipende

Tale situazione giuridica può essere più frequente di quello che si possa pensare.

Infatti, al momento della morte di una persona si apre la successione della stessa.

Tale successione può essere testamentaria o legittima a seconda che vi sia oppure no un testamento, e mista se vi è un testamento che non disciplina tutti i beni.

A seconda del tipo di successione, vi è la delazione ereditaria (ovvero l’offerta dell’eredità) ai chiamati all’eredità.

Tali soggetti hanno tre mesi di tempo per accettare o rinunciare all’eredità se sono nel possesso dei beni ereditari, altrimenti ben 10 anni!

Quindi, un primo caso di eredità giacente si può avere quando i chiamati all’eredità non hanno ancora manifestato la loro volontà.

Ancora, può darsi che chiamati all’eredità non siano stati ancora individuati ed avvertiti dell’apertura della successione, e quindi, non abbiano ancora provveduto ad accettare la stessa.

Infine, ma si potrebbe continuare ancora, potrebbe esserci un’eredità senza eredi, ovvero magari una successione testamentaria in cui il de cuius ha disposto solo legati, non nominando nessuno erede.

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Eredità giacente: le conseguenze

Come detto, l’eredità giacente è una situazione di stasi, nella quale il patrimonio lasciato dal de cuius non viene amministrato da nessuno e non vi è nessuno a richiederlo.

Tale circostanza non è solo una situazione teorica, in quanto determina conseguenze pratiche davvero antipatiche.

Ad esempio, i creditori del de cuius non sapranno a chi rivolgersi per ottenere quanto gli spetta, con un danno abbastanza evidente.

Inoltre, vale la pena di ricordare che anche i legatari rientrano tra i creditori del de cuius.

Tali soggetti, quindi, pur avendo diritto a determinati beni indicati nel testamento, non potranno agire per ottenerli, in quanto non sono eredi e non ve ne sono ancora.

Allo stesso modo, anche gli eventuali crediti del defunto non potranno essere riscossi, in quanto non vi è nessuno che possa agire per suo conto.

Tale situazione, invece, andrà a danneggiare gli eventuali eredi non ancora individuati del de cuius, che, un domani, potrebbero trovarsi ad avere un’eredità inferiore a quella iniziale.

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Eredità giacente: che fare

Non bisogna sottovalutare tale situazione: infatti, trascorsi 10 anni senza che nessuno dei chiamati all’eredità accetti l’eredità, la successione si chiude e l’eredità è devoluta allo Stato, che, però, non risponde dei debiti.

Per questo motivo, la prima cosa da fare è rivolgersi ad un avvocato esperto in successioni che analizzi correttamente la situazione e instradi verso la giusta contromisura.

L’actio interrogatoria

Qualora si conoscano i chiamati all’eredità, e questi non abbiano ancora accettato o rinunciato, la cosa migliore da fare è l’actio interrogatoria.

Trattasi di un ricorso in Tribunale mediante il quale si chiede al giudice di fissare un termine entro il quale i chiamati all’eredità accettino o rinuncino.

Passato tale termine, il loro diritto ad accettare si prescriverà e si potrà chiamare all’eredità i successivi in ordine di grado.

Tale azione, fin troppo sottovalutata, permette di non aspettare i dieci anni previsti per legge, velocizzando di parecchio la vicenda.

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La nomina del curatore

Qualora, invece, i chiamati all’eredità non siano conosciuti, ci si può rivolgere al Tribunale per la nomina di un curatore dell’eredità giacente.

Infatti, l’articolo 528 del codice civile statuisce che il Tribunale del luogo ove si è aperta la successione può nominare un curatore.

Ciò può essere fatto sia ad istanza di parte che d’ufficio, anche se quest’ultima ipotesi è molto rara.

Inoltre, la condizione è che il chiamato non sia nel possesso dei beni.

Ovviamente, il cancelliere trascrive tale nomina nel registro delle successioni perchè sia conoscibile a tutti gli interessati.

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I compiti del curatore

Il curatore deve eseguire una serie di compiti:

  • redigere l’inventario dei beni;
  • amministrare i beni sotto la vigilanza del tribunale del luogo di apertura della successione (artt. 529 c.c.);
  • provvedere al pagamento, previa autorizzazione del tribunale, dei debiti ereditari e dei legati (art. 530 del c.c.).

Pertanto, una volta nominato il curatore, i creditori potranno rivolgere a lui le richieste per ottenere quanto gli spetta.

Il costo del curatore

L’attività del curatore è sicuramente complessa, come abbiamo visto precedentemente.

Purtroppo, non vi è un atto normativo che preveda nello specifico una determinazione precisa del compenso del curatore dell’eredità giacente.

Per questo motivo, La cassazione ha previsto che siano lasciati al Giudice che lo nomina ampi poteri discrezionali in tal senso.

Conclusioni

In conclusione, l’eredità giacente nel diritto successorio italiano rappresenta una fase delicata e complessa che richiede una gestione attenta e competente.

Le implicazioni giuridiche e procedurali connesse all’eredità giacente possono essere fonte di preoccupazione e confusione per coloro che si trovano ad affrontarla, sia come eredi potenziali che come professionisti del settore legale.

È essenziale comprendere che l’affrontare l’eredità giacente richiede una conoscenza approfondita delle normative vigenti, nonché una solida esperienza pratica nel settore delle successioni.

Pertanto, è vivamente consigliabile rivolgersi ad avvocati specializzati in diritto successorio, in grado di offrire consulenza legale mirata e assistenza professionale per affrontare efficacemente questa situazione complessa.

Gli avvocati esperti in successioni possono fornire una guida preziosa nell’interpretazione delle disposizioni testamentarie, nella ricerca di eredi sconosciuti, nella gestione dei beni ereditari e nell’affrontare le eventuali controversie che possano insorgere.

Rivolgersi a professionisti qualificati in questo campo può garantire una gestione efficiente e conforme alle normative dell’eredità giacente, riducendo al minimo i rischi e le complicazioni legali che possono derivare da una gestione improvvisata.

In definitiva, investire nella consulenza di avvocati esperti in successioni è un passo fondamentale per proteggere i diritti e gli interessi degli eredi, garantendo una corretta amministrazione dell’eredità giacente secondo le disposizioni di legge.

La complessità dell’eredità giacente richiede una competenza legale specializzata, e affidarsi a professionisti qualificati è il modo migliore per navigare attraverso questa fase cruciale del processo successorio italiano.

Avv. Eugenio Martusciello

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