Actio interrogatoria

Actio interrogatoria: cos’è e a cosa serve

Nel labirinto delle questioni giuridiche legate alle successioni, l’Actio Interrogatoria si erge come uno strumento di fondamentale importanza, spesso sottovalutato ma cruciale per garantire una distribuzione veloce del patrimonio ereditario.

In un contesto in cui conflitti familiari, malintesi e contestazioni sono all’ordine del giorno, comprendere appieno l’essenza e l’applicazione di questa figura giuridica può fare la differenza tra una successione fluida e una lunga battaglia legale.

In questo articolo, esploreremo in profondità l’Actio Interrogatoria, analizzandone l’origine storica, il significato legale e la sua importanza pratica nelle procedure successorie.

Rivolto a individui interessati a navigare le complessità delle successioni, questo articolo fornirà una panoramica chiara e dettagliata sull’argomento, offrendo consigli pratici e punti chiave da tenere presente durante l’iter successorio.

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Actio interrogatoria: che cos’è

La locuzione latina actio interrogatoria sta a significare letteralmente azione di richiesta.

Nel nostro ordinamento, è nominata domanda di fissazione di un termine e costituisce un modo per chiedere al Giudice, appunto di fissare un termine entro il quale il soggetto deve compiere un determinato atto.

Prevista all’art.481 del codice civile, permette e a chiunque ne abbia interesse di chiedere al Giudice di stabilire un termine antro il quale il chiamato all’eredità accetti o rinunci all’eredità.

Per capirne l’importanza, occorre però fare un passo indietro e ricordare come si apre la successione e come si accetta l’eredità.

L’apertura della successione

Come detto più volte, l’apertura della successione avviene, per legge, al momento della morte del de cuius.

Quindi è un fenomeno giuridico automatico, che prescinde dalla volontà di chiunque e dal compimento di qualsivoglia atto.

Infatti, per quanto si tenda spesso a confonderle, l’apertura della successione è cosa diversa dalla denuncia di successione.

Quest’ultima è una mera dichiarazione fiscale, che deve essere presentata obbligatoriamente all’Agenzia delle entrate dagli eredi del defunto entro un anno dalla sua morte.

Per questo motivo gli effetti sono totalmente diversi: l’apertura della successione offre l’eredità ai chiamati; la denuncia di successione permette agli eredi di adempiere all’obbligo di pagare le tasse sulla successione.

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L’accettazione dell’eredità

Come detto, l’accettazione dell’eredità, a differenza della successione, non è automatica.

Infatti, al momento dell’apertura della successione, l’eredità viene offerta (delazione ereditaria) ai chiamati all’eredità, individuati in base al tipo di successione, testamentaria o legittima.

In entrambi i casi, però, i chiamati all’eredità potranno accettare l’eredità semplicemente o con beneficio d’inventario, oppure rinunciare alla stessa.

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L’accettazione dell’eredità nella successione legittima

Nella successione legittima, i chiamati all’eredità sono previsti dalla legge, secondo un ordine rigoroso.

In questo tipo di successione, la rinuncia all’eredità eventualmente esperita da qualcuno, porterà alla chiamata del parente del grado successivo.

Pertanto, dal momento che ogni chiamato ha tempo dieci anni per accettare o rinunciare all’eredità, appare di vitale importanza ricorrere all’actio interrogatoria per evitare di aspettare tempi biblici.

Soprattutto ricordando che per i primi chiamati il termine decennale decorre dall’apertura della successione, mentre per i chiamati successivi da quando avviene la chiamata.

Ciò vuol dire che possono trascorrere anche decenni prima di scalare un paio di gradi di parentela!

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L’accettazione dell’eredità nella successione testamentaria

Nella successione testamentaria, invece, i chiamati all’eredità vengono stabiliti in base alle disposizioni testamentarie.

Inoltre, a differenza della successione legittima, il termine decennale inizia da quando viene pubblicato il testamento, adempimento che potrebbe essere fatto anche a distanza di anni dalla morte del defunto.

Anche in questo caso, però, appare fondamentale ricorrere all’actio interrogatoria per accelerare un po’ i tempi ed ottenere conseguenze vantaggiose.

Infatti, la rinuncia all’eredità potrebbe portare all’accrescimento delle quote degli altri o alla chiamata di un altro erede.

Inoltre, l’actio interrogatoria può essere utilizzata anche per far decidere un legatario che, in caso di rinuncia, potrebbe accrescere l’eredità degli eredi.

Appare il caso di ricordare che il legato, a differenza dell’eredità, si accetta in automatico e si può rinunciare; inoltre, di fatto, costituisce un debito per gli eredi.

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Actio interrogatoria: chi può chiederla

Come accennato, la legge dice che chiunque abbia interesse può chiedere al Giudice di fissare un termine: l’unica cosa che deve dimostrare, quindi, è il suo interesse.

I casi, come detto, possono essere i più disparati: ottenere l’accrescimento della quota ereditaria, essere chiamato in luogo di un altro erede, ottenere il legato nel caso nel testamento sia prevista una sostituzione.

La cosa più importante, in questi casi, è rivolgersi ad un avvocato esperto in materia per farsi consigliare sul da farsi e farsi assistere correttamente.

Actio interrogatoria: come funziona

Essendo un’azione giudiziaria, occorre presentare un ricorso in Tribunale, elencando innanzitutto qual è il motivo di interesse, poi elencando i chiamati all’eredità.

Inoltre, bisogna ricostruire tutto il patrimonio ereditario, per evitare che la dichiarazione resa sia parziale.

Fatto questo, il Giudice fissa un’udienza nella quale convoca tutti i chiamati per rendere la dichiarazione.

Qualora non si presentino, fissa un termine entro il quale gli stessi debbano effettuare tale dichiarazione in cancelleria o dal notaio.

Passato tale termine, infine, senza che venga resa la dichiarazione, succedono due cose:

  • l’eredità si intende rinunciata, perchè si perde il diritto ad accettarla;
  • il legato, invece, si intende accettato, perchè si perde il diritto a rifiutarlo.

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Conclusioni

Abbiamo visto come l’actio interrogatoria possa essere determinante nel risolvere controversie, chiarire ambiguità e proteggere gli interessi dei beneficiari.

Tuttavia, è fondamentale comprendere che l’efficacia dell’Actio Interrogatoria dipende non solo dalla sua conoscenza teorica, ma anche dalla sua corretta applicazione pratica. In questo contesto, l’assistenza di un avvocato esperto in successioni diventa essenziale.

Grazie alla loro competenza legale e alla loro esperienza pratica, gli avvocati esperti possono guidare i loro clienti attraverso le complesse procedure, assicurandosi che l’Actio Interrogatoria sia utilizzata nel modo più efficace possibile.

Quindi, se ti trovi di fronte a una situazione successoria che richiede l’uso dell’Actio Interrogatoria, non esitare a rivolgerti a un avvocato esperto in materia.

Con il loro supporto, potrai affrontare le sfide in modo sicuro e mirato, assicurandoti che i diritti ereditari vengano tutelati e che la successione si svolga in modo sereno e conforme alla legge.